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    Un onda di ragazzi ha invaso la sede consortile, per l’iniziativa conclusiva del percorso

    evento scuole 01.06.2016Versilia 1 giugno 2016 - Sono una folta rappresentanza degli alunni delle scuole che hanno partecipato al percorso didattico di educazione ambientale “Dalla montagna alla pianura: mille corsi d’acqua… un unico Consorzio di Bonifica”: che dopo una serie di lezioni in classe e uscite sul territorio, si sono ritrovati tutti insieme per il momento conclusivo del progetto.

    E sono stati quasi 400, complessivamente, i ragazzi che hanno preso parte, nell’anno scolastico che sta volgendo al termine, all’offerta formativa consortile; espressione di otto istituti scolastici, rappresentativi di tutte le zone del vasto comprensorio del Consorzio: le scuole medie di Montecarlo (Piana di Lucca); Castelnuovo di Garfagnana e Ghivizzano-Coreglia (Valle del Serchio); Massarosa (area versiliese); Massa; San Marcello Pistoiese e Cutigliano (Appennino Pistoiese); Aulla (Lunigiana).Tra i molto luoghi e corsi d’acqua visitati e studiati dalle classi durante il progetto, troviamo il lago del Massaciuccoli e il suo impianto di fitodepurazione, la zona del Candia, il Fiume Frigido, l’impianto idrovoro della Fossa Maestra, la zona della bonifica montana della Valle del Serchio, e l’area del Padule del Bientina fino alla Botte sotto l’Arno. Tanti anche i soggetti che hanno collaborato col Consorzio: esperti, docenti e associazioni, tra cui il WWF e PerlAmbiente.

    La giornata conclusiva del progetto, a cui ha portato i saluti anche il sindaco di Coreglia Antelminelli Valerio Amadei, ha permesso alle classi di scambiarsi opinioni e impressioni su quanto appreso e vissuto, ognuna nei modi e nelle forme che più ha sentito propri: e così c’è stato chi ha voluto raccontare il viaggio di “Lina la gocciolina”, che dalla Turrite Secca arriva fino al mare, non prima di aver prodotto energia elettrica e di aver permesso ai pesci di sopravvivere; o di riportare la storia della trota Carlone, il re del Sestaione, che dopo aver risalito la Lima ed aver fatto amicizia con le rane e gli altri abitanti del fiume, decide di trascorrere la propria vita all’interno del lago.

    “Devo dire grazie a questi piccoli alunni, e ai loro insegnanti, perché il loro modo di vedere e spiegare l’ambiente, e quindi il nostro lavoro per la sua salvaguardia, diventa sempre per noi un’occasione importante e originale per ricalibrare, in modo più centrato, il nostro impegno – sottolinea il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi - Oltre alle lezioni e alle uscite sul territorio, la fase di rielaborazione individuale dell’esperienza, da parte di ciascuna classe, risulta fondamentale, perché l’obiettivo del progetto è quello di contribuire a creare un vero e proprio legame di “adozione” tra i ragazzi e il rio studiato, che si potrà sviluppare e rafforzare anche con progetti successivi, da programmare negli anni futuri”.

              

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