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NardellaRoma, 12 luglio 2017 - «Vorrei che si estendesse in tutta Italia il modello Toscana dove il tributo di bonifica è universale e i risultati si vedono. Non avevamo mai avuto l'Arno, fiumi e torrenti con sponde così ben tenute». Così Erasmo d’Angelis (Italia Sicura) ha “presentato” l’attività dei Consorzi di Bonifica toscani agli Stati Generali del Consorzi di Bonifica che si sono tenuti a Roma e ha cui hanno preso parte anche gli enti della nostra regione.

«A Firenze abbiamo avviato con il Consorzio di Bonifica una collaborazione costante e continua che spero possa essere da modello per le altre grandi città italiane – ha detto invece il sindaco di Firenze Dario Nardella -. Grazie agli interventi del Consorzio sull'Arno, concordati con il Comune, i fiorentini hanno ricominciato a vedere nel fiume un'opportunità, con sponde vivibili, piste ciclabili e percorsi verdi».

«Ed ora tutti al lavoro con rinnovato vigore, perché le aperture di credito vanno onorate con il nostro impegno quotidiano». Con queste parole Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), ha concluso la seconda sessione di lavoro dell’Assemblea annuale, con cui è stato fatto il punto sullo stato e le prospettive della risorsa idrica.

Il direttore della Struttura di Missione Italiasicura, Mauro Grassi ha voluto invece ricordare i tempi lunghissimi della burocrazie denunciando come sia diminuita negli anni la capacità di investimento pubblico esortando però a non arrendersi: «l’obbiettivo comune – ha detto Grassi - deve essere quello di arrivare a destinare 5 miliardi all’anno alle tante problematiche, che ruotano attorno alla gestione dell’acqua: dal potabile alla salvaguardia idrogeologica».

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