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17.07.24 SiccitFirenze, 24 luglio 2017 - In questi giorni il tema della siccità è stato al centro delle cronache e della conta dei danni.  Secondo le prime stime sono oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei più caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato di difficoltà di fiumi e laghi. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all’agricoltura toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza.

Questo lo scenario in cui si è svolto oggi a Firenze il Convegno organizzato da Coldiretti e ANBI Toscana nell’auditorium del Consiglio regionale con gli interventi di EUGENIO GIANI Presidente Consiglio Regionale Toscana, MARCO BOTTINO Presidente ANBI Toscana,  FEDERICA FRATONI Assessore Ambiente Regione Toscana, MARCO REMASCHI, Assessore Agricoltura Regione Toscana, MASSIMO GARGANO Direttore ANBI Nazionale, ERASMO D’ANGEIS Capo unità di Governo “Italiasicura” e le conclusioni di TULIO MARCELLI Presidente Coldiretti Toscana.

A fare gli onori di casa davanti ad una platea gremita il Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che ha sottolineato come la Regione si è impegnata sul versante di questa emergenza facendo la sua parte e dichiarando lo stato di calamità. La Toscana ha sottolineato Giani è prima di tutto quella dei piccoli comuni, delle realtà marginali e montane, nelle quali l’agricoltura svolge un ruolo di primissimo piano. Concludendo il suo intervento ha sottolineato l’importanza delle opere pubbliche domandandosi quale sarebbe oggi la situazione di Firenze se non ci fosse l’invaso di Bilancino.

“I Consorzi di Bonifica sono impegnati in prima linea nel contrasto della siccità – ha spiegato il presidente di Anbi Toscana, Marco Bottino -. La politica degli invasi promossa da Regione vede infatti una preziosa sinergia fra Consorzi, agricoltori e Regione stessa. Gli invasi a uso plurimo costituiscono uno degli investimenti migliori per la prevenzione dal rischio alluvioni, per la lotta agli incendi e per l'irrigazione. Una strada che è importante continuare a percorrere incentivando la creazione di nuovi bacini e la manutenzione di quelli esistenti"

E’ stata poi la volta di Erasmo D’Angelis Capo unità di Governo “Italiasicura” che ha sottolineato come l’Italia sia un Paese che si caratterizza per una grande ricchezza di acqua e al tempo stesso per la povertà di infrastrutture. Sono stimati 300miliardi di metri cubi di acqua all’anno dei quali solo il 10% vengono raccolto. Più che le grandi dighe ha sottolineato D’Angelis, servono piccoli e medi invasi, soprattutto al centro-nord, annunciando il Piano Settenale di Italiasicura. Concludendo il suo intervento D’Angelis ha auspicato la revisione della Legge Galli per rendere possibile a livello nazionale di esportare il “modello toscano” che vede pagare tutti per pagare meno.

Nel corso della mattinata è stata presentata l’esperienza del Consorzio di Bonifica Toscana Sud che già adesso, oltre al ruolo di regimazione idrica, svolge un prezioso lavoro di supporto alle attività irrigue con molte e significative esperienze.

L’assessore all’agricoltura Marco Remaschi nel suo intervento ha sottolineato come di fronte al cambiamento climatico che propone con ciclicità sempre più vicine siccità e piogge alluvionali, oltre ad attivare gli strumenti per il ristoro dei danni subiti dalle imprese agricole, occorre attivare anche investimenti per infrastrutture come è stato fatto in passato per Bilancino e Montedoglio. Da questo punto di vista la Regione Toscana, ha detto Remaschi, si sta impegnando per valorizzare gli oltre 2000 piccoli invasi presenti che richiedono investimenti di manutenzione e un sistema di collegamenti per trasformarli in una rete polifunzionale. Occorre anche uno snellimento delle procedure, ha sottolineato l’assessore, sul modello realizzato in Val di Cornia dove in poco meno di un mese è stato possibile, con un investimento di 100 mila euro, rendere possibile l’utilizzo delle acque reflue a scopo irriguo.

“Parlare di siccità o meglio ancora di come prevenirla è doveroso – ha detto Massimo Gargano Direttore Generale ANBI nel suo intervento - in una stagione caratterizzata dalla consapevolezza che le crisi idriche sono ormai un fenomeno consolidato, che si ripete con periodicità sempre più ravvicinata e non più, quindi, un’evenienza  eccezionale. Se da un lato deve proseguire la ricerca per ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura così come va migliorata l'efficienza della rete idrica, dall’altro bisogna aumentare la capacità di trattenere le acque di pioggia attraverso il varo di un Piano Nazionale degli Invasi; si tratta di bacini medio-piccoli, ma la realizzazione non può prescindere da una diffusa consapevolezza dell’opinione pubblica  sulla loro utilità come riserva idrica, ma anche come vitalizzatore ambientale e bacini di espansione contro le alluvioni. Per ciò devono moltiplicarsi occasioni di confronto come questa.”

Federica Fratoni, Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, ha sottolineato la centralità dei Consorzi di Bonifica in termini di progettazione e realizzazione delle opere idrauliche mettendo in evidenza come la Regione Toscana intende varare nei prossimi venti anni un Piano Idrico Regionale da 200milioni di euro. L’Assessore ha sottolineato come tra i danni ambientali da ascrivere a questa stagione anche i centinai di ettari di bosco andati persi con gli incendi che non potranno più svolgere il ruolo di regolazione idrica ed ambientale.

“Nell’ultimo tavolo regionale per affrontare l’emergenza siccità davanti alla disponibilità della Regione Toscana a varare questo Piano Idrico Regionale – ha detto Antonio De Concilio, direttore regionale Coldiretti Toscana – abbiamo sottolineato come sia di assoluto rilievo la scelta di definire gli interventi da realizzare attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro composto, oltre che dalla stessa Regione e dall’Autorità Idrica Regionale, anche dai Consorzi di Bonifica, ai quali sono affidate competenze tese a garantire standard elevati nella sicurezza idraulica e per la difesa del suolo”.

“E’ necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura che è quella delle opere fatte. E’ quanto ha affermato il Presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli concludendo i lavori. “L’acqua Una risorsa troppo importante per le imprese agricole e per il loro sviluppo che richiede una tutela più accorta da parte di tutti i soggetti. Le imprese agricole devono maturare una nuova cultura del risparmio dell’acqua con nuove tecniche colturali – ha detto Marcelli - e soprattutto inserendo le assicurazioni agevolate come efficaci strumenti che possono coprire il 100% dei danni. Al tempo stesso – ha concluso Marcelli – occorre uno snellimento delle procedure per evitare i tempi della burocrazia che spesso fanno desistere gli imprenditori dal realizzare invasi che possono essere a beneficio non solo della singola impresa ma della intera società”.

In conclusione il messaggio che oggi è stato lanciato da Coldiretti ed Anbi Toscana è che sconfiggere oggi e prevenire domani la siccità è possibile, ma occorre una nuova politica di investimenti e di infrastrutture per troppi anni abbandonata.

Comunicato di Coldiretti Toscana

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