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bottinoFirenze, 6 dicembre 2018 – «È giustissimo e assolutamente necessario vincolare la richiesta di pagamento del contributo di bonifica alla dimostrazione del beneficio che l’immobile in questione riceve dall’attività del Consorzio di Bonifica. Lo chiede la legge ed è quello che facciamo da sempre in Toscana». A spiegare il meccanismo di emissione del tributo di bonifica è Marco Bottino, presidente di Anbi Toscana, l’associazione che riunisce i Consorzi di Bonifica della Regione, oltre che presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno. La precisazione fa seguito a una recente sentenza della Corte costituzionale contro alcuni tributi di bonifica emessi da un Consorzio in Calabria, richiamata anche dal consigliere regionale di Forza Italia, Marco Stella e dalla vicecoordinatrice comunale di Forza Italia a Firenze, Mariagrazia Internò.

«La legge regionale 79 istitutiva dei nuovi Consorzi di Bonifica in Toscana – prosegue Bottino – dice esattamente quello che specifica la Corte costituzionale. I piani di classifica servono appunto per dimostrare il beneficio e per quantificarlo. In Toscana, da sempre, il contributo viene emesso in base al beneficio diretto (in Toscana è stato del tutto abolito quello indiretto). Non a caso le Commissioni tributarie stanno continuando a darci ragione rispetto ai vari ricorsi. Tra ottobre e novembre diversi sono stati i pronunciamenti favorevoli al Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e solo pochi giorni fa, il Consorzio Alto Valdarno ha infatti vinto cinque ricorsi (due di fronte alla Commissione Tributaria Regionale, tre di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale) relativi ai ruoli emessi nel 2011, 2012, 2013, 2014. Sentenze che hanno permesso al Consorzio Alto Valdarno il recupero di 25 mila euro». 

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