Consorzio Alto Valdarno: ultimati i lavori sul torrente Gorgone e sui fossi Camaldoli e Bernardina

Sopralluogo per programmare in modo condiviso gli interventi 2026

Una mattinata di confronto sul campo, per osservare da vicino le opere realizzate, condividere buone pratiche e costruire, insieme, la visione delle attività future.
Sono gli obiettivi che hanno animato la “passeggiata progettante”, organizzata in Casentino dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno con i referenti del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, della Direzione Ambiente ed Energia – settore VAS e VINCA della Regione Toscana e del Reparto Carabinieri Forestali Biodiversità di Pratovecchio.

Il sopralluogo è partito dalle aree interessate dagli interventi realizzati nel corso del 2025 ed è stata l’occasione per pianificare in modo condiviso l’attività da inserire nel Piano 2026, attualmente in fase di redazione: il nuovo strumento di programmazione comprenderà sia le manutenzioni ordinarie, sia un piano di opere straordinarie per le quali saranno richiesti specifici finanziamenti.

La giornata è stata anche l’occasione per un aggiornamento sulle novità normative relative agli interventi in aree protette, a seguito della revisione della L.R. 30/2015, che introduce nuove regole, competenze, iter autorizzativi e misure di conservazione.

Tutti i partecipanti hanno espresso soddisfazione per i risultati ottenuti con gli interventi che, quest’anno, hanno interessato Fosso della Bernardina, Fosso di Camaldoli e Torrente Gorgone, dove sono state completate opere di manutenzione ordinaria su 7 manufatti idraulici.

“Tutti i lavori, progettati e diretti dai tecnici in forza all’Ente – spiega l’ingegner Enrico Righeschi del settore difesa idrogeologica del Consorzio – sono stati realizzati con l’impiego di materiali ecocompatibili, sono risultati in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio e hanno rispettato biodiversità e i principi di conservazione degli ecosistemi, con attività preventive di recupero delle specie protette presenti nelle aree di cantiere.

“La passeggiata progettante – dichiara la presidente Serena Stefani, che ha seguito personalmente il monitoraggio, insieme ai tecnici – si conferma così un modello di collaborazione virtuosa tra enti, capace di coniugare sicurezza idraulica, tutela ambientale e partecipazione attiva, ponendo le basi per una programmazione condivisa e responsabile a beneficio del territorio e delle comunità che lo abitano”.