Consorzio di Bonifica e FIPSAS: strategia comune per la tutela dei pesci sui fiumi del Medio Valdarno

Ecco i risultati 2026 della convenzione tra il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e la FIPSAS della Toscana. Il Presidente CBMV Masetti: “Scelta istituzionale mirata per proteggere la fauna ittica durante i cantieri più delicati in alveo”.

Con l’arrivo dell’autunno, la macchina della manutenzione dei corsi d’acqua si prepara ad affrontare una delle stagioni più cruciali per la sicurezza idraulica del territorio. Sono infatti ben avviati o prossimi alla conclusione i secondi e terzi passaggi di sfalcio della vegetazione su oltre 1200 km di corsi d’acqua in manutenzione ordinaria programmata e stanno procedendo senza interruzioni, complice finora la bella stagione, anche le manutenzioni straordinarie e gli interventi strutturali su progetto avviati nel corso dell’estate.

Anche quest’anno, nel comprensorio del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, la difesa dal rischio idreogeologico viaggia di pari passo con un’importante operazione di protezione ambientale: una convenzione tra il Consorzio e la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) della Toscana mira a proteggere la fauna ittica durante i cantieri più delicati in alveo.

La sinergia tra i tecnici del Consorzio e gli esperti della Federazione della pesca punta infatti a risolvere un dilemma storico: come pulire i fiumi e consolidare le sponde senza danneggiare la vita sott’acqua? La risposta sta nei numeri e nei monitoraggi scientifici raccolti e contenuti nella relazione relativa per adesso al primo semestre del 2026, che dimostrano l’efficacia di un’azione preventiva di grande attenzione sui corsi d’acqua del territorio con interventi mirati e “su misura”.

Grazie al coordinamento dei direttori operativi e degli ingegneri del Consorzio, ogni cantiere viene preceduto da accurati sopralluoghi FIPSAS per valutare tempi e modalità delle lavorazioni. Quando le macchine operatrici devono entrare in acqua o i tratti fluviali rischiano la messa in asciutta, entrano in gioco i tecnici della Federazione con strumentazioni specializzate come l’elettropesca, effettuando censimenti e lo spostamento controllato dei pesci in zone sicure.

L’efficacia di questo approccio scientifico emerge chiaramente dai diversi interventi portati a termine nel comprensorio del Medio Valdarno:

  • Fosso del Casale (Pistoia): In occasione della riparazione di una tubazione che richiedeva l’asciutta dell’alveo, il monitoraggio preventivo e l’installazione di un by-pass idrico hanno garantito la continuità del flusso d’acqua e tutelato il passaggio della fauna.
  • Torrente Agliena (Certaldo): Durante i complessi lavori di consolidamento di sponde e alveo prima dell’immissione nell’Elsa, i tecnici hanno operato per salvaguardare popolazioni di cavedani in tratti resi critici da acque torbide e scarichi limitrofi.
  • Borro di Rimaggio (Lastra a Signa): Un cantiere da 30 metri per il ripristino di una palificata in legno e scogliera ha visto la pianificazione del trasferimento di un’elevata densità di pesci proprio in concomitanza con l’avvio delle ruspe.
  • Torrente Furba (Carmignano): Un intervento impattante di ricentramento dell’alveo e taglio della vegetazione arborea è stato anticipato dalla rimozione e messa in sicurezza della fauna ittica autoctona presente nelle ampie buche del torrente.
  • Torrente Chiosina (Calenzano): Per lo sfalcio delle canne e della vegetazione, è stato adottato un approccio ecologico tagliando inizialmente una sola sponda per mantenere l’ombreggiamento dell’acqua, procedendo alla rimozione e trasferimento dei pesci nei punti più ricchi d’acqua.
  • Torrente Ema (Ponte a Ema): Nei lavori di rimozione dei depositi e riprofilatura nel tratto vicino al supermercato, i massi in alveo sono stati riposizionati provvisoriamente per consentire il transito dei mezzi su un solo lato, preservando i rifugi naturali per cavedani e carpe.

“L’accordo dimostra come l’unione tra le competenze ingegneristiche di bonifica e l’esperienza sul campo del mondo associativo e sportivo possa generare un modello virtuoso di gestione pubblica – è il commento di Paolo Masetti, Presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno – Proteggere i pesci significa mantenere vivi gli ecosistemi che garantiscono la salute stessa dei nostri fiumi e il Medio Valdarno si conferma così un laboratorio di sostenibilità, dove la sicurezza dei cittadini si costruisce difendendo anche la biodiversità”.

“Obiettivi comuni e confronto continuo penso siano gli elementi da evidenziare – chiosa Massimo Mecatti, Presidente del Comitato Regionale Toscana della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee) – Questa convenzione ci ha permesso di mettere a disposizione la nostra conoscenza puntuale del reticolo idrografico e della sua ittiofauna, acquisita grazie al radicamento della Federazione in Toscana e ai suoi volontari, pescatori e Guardie ittiche, vere sentinelle dell’acqua. La condivisione degli interventi e il proficuo confronto di volta in volta scaturito con i tecnici del Consorzio ha permesso in questi anni una positiva crescita nell’approccio ai tanti interventi necessari, garantendo la vita a migliaia di pesci e maggiore sicurezza a tutti noi”.