Giornata mondiale del fiume insieme al Consorzio Toscana Sud

Dopo l’estate più calda di sempre, a sessant’anni dalla grande alluvione, una giornata di confronto tra scienza, tecnica, arte, narrazioni e visioni per un nuovo modello di gestione della risorsa idrica

Cosa è accaduto, il 4 novembre 1966? Cosa accade oggi? E come prepararci a ciò che può accadere domani?

Dopo l’estate più calda di sempre, a sessant’anni dalla grande alluvione e nella Giornata mondiale dei Fiumi, domenica 27 settembre 2016 Grosseto riaccende la luce sull’Ombrone. Un’intera giornata “Dalla crisi dell’acqua all’Atlante delle Rive” per leggere memoria, presente e futuro attraverso due lenti _ scienza ed emozione _ di un unico paio di occhiali capace di mettere a fuoco l’importanza cruciale del fiume nella regolazione del difficile equilibrio fra presenza umana e ambiente.

L’appuntamento è in un luogo fortemente simbolico: la centrale idroelettrica di San Martino, sotto l’argine alle porte della città, che grazie al padrone di casa _ il Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud _ per l’occasione affianca alla sua quotidiana funzione di motore tecnologico dell’agricoltura quella di arena del confronto aperto alla comunità. Qui, dalle 9,30 alle 18 con ingresso libero e gratuito, in una scaletta costruita dallo stesso Cb6 e dall’associazione Kansassìti – Mediateca Digitale della Maremma, con il sostegno di Banca Tema e la partecipazione di molti altri soggetti del territorio, si susseguiranno parole e visioni per non dimenticare, analizzare e conoscere, immaginare e proporre. Con l’intermezzo di una gioiosa merenda collettiva all’aria aperta e in adesione attiva all’Atlante delle Rive, il progetto triennale lanciato a livello nazionale dall’attore, regista e drammaturgo Marco Paolini. 

Il 27 settembre, infatti, quella di Grosseto sarà una delle oltre cinquanta iniziative in calendario in contemporanea in tutta Italia, dalla Val d’Aosta al Molise, sulla mappa dell’Atlante: una rete fondata su “realtà fisiche, comunità custodi di fiumi, laghi e acque sotterranee”, punto d’incontro e confronto “tra chi fa ricerca scientifica e chi eroga servizi idrici integrati o lavora ai consorzi di irrigazione e bonifica, tra amministratori e cittadini, tra tecnici e artisti”. Con un preciso obiettivo: imparare a “coltivare acqua”.

Il programma

La giornata si apre con i saluti di Federico Vanni, presidente Cb6; Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto; Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto; Simone Rusci, presidente Parco della Maremma, Francesco Carri, presidente di Banca Tema. Saluti istituzionali, ma non formali, di soggetti decisivi nel mosaico di competenze necessarie a costruire “un nuovo modello della gestione idrica”.

Il primo contributo è di “scottante” attualità: Roberto Costantini, responsabile sede di Grosseto del Consorzio Lamma, traccia il bilancio climatico di un’estate senza precedenti, con un focus specifico sulla Maremma e uno sguardo a quel che ci aspetta con l’arrivo dell’autunno.

Una situazione di crisi, nella quale _ tra siccità e nubifragi _ torna centrale “Il valore dell’acqua”: ne parla a seguire Fabio Zappalorti, direttore generale Cb6 e di Anbi regionale, ponendo l’accento su strategie educative e collaborazione territoriale come strumenti per il futuro della Toscana.

Per costruire futuro è sempre utile ascoltare il passato. Nel novembre 1966 l’allora sindaco Renato Pollini fu in prima linea in mezzo al fango e poi guidò Grosseto nella difficile ripresa. Sessant’anni dopo la figlia Eva Pollini, filologa classica e docente, in dialogo con la storica Luciana Rocchi offre una testimonianza inedita e straordinaria di quei giorni. 

Una pausa caffè e Luca Toschi, professore all’Università di Firenze e direttore del Centro Ricerche scientia Atque usus (sAu), invita a riaprire gli occhi sul “valore che non vediamo”: l’acqua, che attraversa quotidianamente ogni dimensione della nostra vita ma della quale tendiamo ad accorgerci soprattutto quando diventa un’emergenza, troppa o troppo poca. Come si può comunicarne il valore?

Una risposta prova a darla L’Atlante delle Rive, che declina l’approccio del sAu _ unire il mondo della ricerca scientifica (scientia) con le esigenze e le esperienze della società e dei territori (usus)_ spingendo in particolare sulla forza del racconto. A condividere questo fertile incontro fra ragione e sentimento è Mirko Artuso. Attore di teatro e cinema, regista e autore, Artuso dialoga sul progetto de L’Atlante _ del quale è fra i protagonisti _ con una narrazione: “Scene d’Acqua.  Storie di fiumi e altre faccende”, una vera immersione nelle profondità dell’animo umano e delle sue contraddizioni attraverso la soggettiva di un pescatore di acqua dolce pieno di dubbi e speranze.

Dopo il dibattito sulle tante suggestioni arrivate dai relatori, la merenda collettiva nel piazzale sotto il fiume con i prodotti offerti da Conad Clodia Commerciale, i tortelli di Pastai in Maremma preparati in diretta dal “maestro” Roberto Delli e il servizio curato dal Barracuda Caffè.  

Il pomeriggio promette un viaggio, di nuovo fra ragione e sentimento, alla (ri)scoperta del fiume e del suo territorio.

Alle 15 l’associazione culturale Alcedo, da anni custode delle memorie e “sentinella” dell’Ombrone, racconta il suo impegno tra storia e natura. Dall’idrometro del Berrettino, ancora oggi a guardia della città, fino alla lotta dei giorni nostri fra i pesci autoctoni e le nuove specie aliene portate dalla globalizzazione

Subito dopo la giovane architetta grossetana Valentina Minoletti disegna Cosmologie maremmane di pianura, presentando “Maremma Amoris”, prezioso libro in attesa di pubblicazione realizzato come tesi di laurea all’Università tecnica di Vienna. Un invito all’attraversamento lento e delicato di un ambiente ricco di biodiversità, nato dalle acque dolci e salate: curiosità, desiderio di riconnessione e volontà di cura per riconciliarsi infine con le dune, le pinete, i fiumi e il mare.

Da uno sguardo visionario si torna alla memoria con “Grosseto e l’Ombrone”, documentario di fine anni Sessanta, regia di G. Jacopo Pucci e testi di Giuseppe Guerrini.  Nel 2025 il filmato è stato riportato alla luce e restaurato dalla Mediateca Digitale della Maremma; non solo il racconto della città e del suo rapporto secolare con l’Ombrone, ma anche una straordinaria documentazione visiva della Grosseto precedente, contemporanea e successiva alla grande alluvione del 1966.

Il congedo è ancora una volta nel segno dell’emozione: Francesco Ciarapica, operatore sociale e videomaker, anticipa tra immagini e parole il suo film in costruzione. Il viaggio di Jean-Claude, un uomo belga che, dopo oltre trent’anni vissuti in un container sulle sponde dell’Ombrone, si prepara a lasciare quel luogo. Prima di andarsene, Jean-Claude ridiscende il fiume in canoa fino al mare, diventando guida di un viaggio attraverso il paesaggio, la natura e le storie. Alla sua esperienza si intrecciano testimonianze di studiosi, abitanti e conoscitori del fiume e materiali d’archivio della Mediateca Digitale della Maremma. Un viaggio lungo “Il fiume più bello del mondo”.